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Moda di primavera? Per il look navy è tempo di un orologio Navigare!

Si sa’, ci sono mode e mode. Certe durano una stagione, alcune ritornano in modo ciclico, altre ancora non tramontano mai.

Quest’ultimo caso e’ quello dell’outfit navy, in stile marinaro, proposto da Coco Chanel in molte delle sue collezioni ed indossato da donne di stile molto diverse tra loro: sia Brigitte Bardot che Audrey Hepburn hanno dato infatti, la loro interpretazione della classica maglietta a righe.

Mademoiselle Cocò indossa la maglietta a strisce bianca e blu: è stata lei a trasformare questo capo in un must have

Audrey Hepburn negli anni '50 in puro stile navy

Questo evergreen e’ tornato alla ribalta per la stagione primavera-estate 2012 tanto che anche Stella McCartney ha proposto la sua versione marinara della celebre borsa a tracolla Falabella, vera e propria icona per le fashion addicted!

Come dicevo, ci sono mode e mode ma anche modi.

Per un conosciuto brand prêt-à-porter, orgoglio del “saper fare” italiano, questo stile non e’ affatto una moda, bensì un modo di essere, una way of life. Sto parlando di Navigare, marchio nostrano esistente dagli anni ’80, conosciuto da tutti per l’appeal casual, dinamico e sempre attuale. Ai classici bianco, rosso e blu, Navigare accosta il vitale colore giallo, l’etereo azzurro ed il modaiolo colore fuxia, proponendo in aggiunta ai capi d’abbigliamento l’accessorio che ci accompagna in ogni attimo della nostra giornata: l’orologio.

La versione a righe multicolor della Falabella di Stella McCartney (P/E 2012)

L’orologio è assolutamente il più democratico tra gli accessori, utile ed indispensabile come un abito ma al tempo stesso intrigante e personale come un gioiello. Un gioiello per uomo e donna, senza distinzione.

Ho deciso di presentare questa collezione di orologi perchè credo riassuma proprio queste caratteristiche: utilità, praticità senza rinunciare al gusto. I vari modelli delle linee proposte nella nuova collezione 2012 si declinano nei colori tipici del brand accostando all’acciaio e al tesssuto i materiali più moderni quali il silicone, il caucciù ed il teflon. Diversi tipi di movimento, dal quarzo al cronografo, possono rispondere alle esigenze di chiunque lo indossi.

Colore e moda, prezzo accessibile ed elevata qualità garantita dalla famiglia Bianchi, unico distributore autorizzato per l’Italia, presente nel mondo dell’orologeria dal 1927.

Ma torniamo alla collezione perchè c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Se sei una fashionista farai fatica a non rimanere attratta dagli strass e dal modello

Orologio Navigare strass con cinturino in silocne fuxia

con il cinturino fuxia in silicone. Io non ho saputo rinunciarci. Da indossare durante tutto il giorno, al mattino ma anche alla sera con un total black look.

E che dire di questo modello giallo che rievoca una regata in barca? Camicia bianca, jeans delavè, foulard al collo, vento tra i capelli ed orologio della linea Navy (proposto nella versione uomo e donna) per uno stile alla Brigitte Bardot!

Orologio Cronografo da Uomo bianco e blu

E la proposta per l’uomo? E’ davvero molto ampia. Gli orologi maschili sono caratterizzati da una cassa grande, con finitura cromata o black satinata, in materiali tecnici che li rendono leggeri ma presenti, pratici ma d’effetto. Sono perfetti da indossare per il tempo libero, con la classica polo stile rugby, ma anche con una camicia a bastonetto in ufficio, o ancora con la giacca sahariana per il safari in Namibia! L’uomo dinamico, elegante, avvenuroso ed attento allo stile troverà il suo orologio tra quelli di questa nuova collezione Navigare. Se sei uomo e hai un dubbio su cosa regalarti, questo è il mio consiglio!

Orologio Navy con cinturino in silicone giallo

Ma se sei donna, nessuna invidia! Potrai ugualmente indossare questi orologi maschili con un sensuale look a la garconne, giocando su dettagli: pantalone a sigaretta, francesina, camicia oxford ed orologio Royal Navy.

E a te piacciono questi orologi? Che ne pensi?

Se anche per te è tempo di un orologio Navigare clicca QUI! Troverai tutta la collezione e.. una sorpresa!

Aspetto un tuo commento, come sempre, qui sotto!

 

E.Z.

 

 

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Gli anni Quaranta, tra moda e gioiello

Quella degli anni Quaranta è la decade del secondo grande conflitto mondiale prima della ricostruzione.

Nella prima metà del decennio la realtà della propaganda degli USA serve per diffondere il senso di necessità di sforzo economico in favore dell’impresa bellica. Fiorisce una vasta pubblicistica di pin up, le cui immagini dovevano servire a sollevare il morale dei giovani militari.

immagine di pin upSi diffondono i gioielli patriottici che erano indossati da chi voleva augurare ai soldati buona fortuna. A causa di un decreto presidenziale che vietava l’uso di materiali utili a scopi bellici, erano fatti con materiali facilmente reperibili e più disparati come rafia, legno, resine e, per la produzione più raffinata, sterling, ovvero argento 925.

Sarà in questo decennio che la creatività dei disengatori americani regalerà i bijoux più originali.

Negli anni della guerra l’impossibilità di importare da Parigi, allora Nazione della moda, modelli di abiti e gioielli, darà l’impulso alla creatività dei disegnatori americani, anche se il razionamento dei tessuti farà si che gli abiti femminili siano molto simili all’abbigliamento militare: gonne dritte e sotto il ginocchio, giacche corte, borse a cartella.

In Italia, per quanto riguarda gli abiti, ci sarà in continuazione il tentativo di appropriarsi di bozzetti parigini, in quanto le donne non accetteranno mai di non vestire alla francese, pratica sanzionata dal regime che inizierà a porre un marchio di qualità sugli abiti che devono rispecchiare lo stile fascita.

In questo periodo diversi creatori cercano rifugio negli Stati Uniti e molti di loro riprenderanno la produzione dopo la guerra.

Nel 1946 si inizia a fare sistematicamente pubblicità su autorevoli riviste del settore come Vogue.

Nel 1947 nasce il new look di Christian Dior (caratterizzato da lunghe gonne con larghe crinoline, tacchi alti e spalle

new look di christian dior

Christian Dior e il suo new look

imbottite) che crea grande shock nella moda ma anche nella società, tanto da non essere inizialmente gradito e accettato.

Dopo il grigiore degli anni ’40 c’è la voglia di colore. Con la fine della guerra le tecniche e i materiali dell’industria bellica vengono usati per produrre anche accessori per la casa (vinile, formica ecc…). La nascita delle stoffe nuove e la più diffusa possibilità di avere una lavatrice, permettono a quasi tutti di avere vestiti puliti.

E’ il decennio del rock ‘n roll, dei blue jeans e della Barbie.

Il cambio della moda rende necessari nuovi modelli di bijoux, che ora non solo sono socialmente accettati ma diventano un accessorio chic, tanto da essere scelti da Mamie Eisenhower che, nel 1953 per il ballo di inaugurazione della presidenza del marito, commissionò a Trifari la creazione di una parure da abbinare al suo vestito.

anello cocktail vintageGrazie alle migliorate condizioni economiche diventa possibile invitare amici e conoscenti a cena o per il cocktail, cogliendo così l’occasione per indossare su semplici vestiti neri, appariscenti gioielli, soprattutto anelli, detti appunto anelli cocktail.

Un gioiello dall’indiscusso fascino oggi tornato di gran moda come lo stile degli anni Quaranta!

E.Z.

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La Spilla: la regina della costume jewelry

La spilla Adolph Katz per Coro

Celebre la spilla disegnata da Adolph Katz per Coro nel 1944

La Spilla

Perché parlare de la spilla come simbolo della costume jewelry americana?

Perché la spilla, dal 1850 al 1970 è diventata – e poi rimasta – l’indiscussa protagonista della bigiotteria, sia nello scenario europeo che in quello statunitense.

La spilla è in grado di “parlare” a chi l’osserva e di esprimere attraverso di sé un messaggio, più di quanto qualsiasi gioiello possa fare. Questa sua peculiarità è resa possibile dalle caratteristiche intrinseche del gioiello stesso: non avendo vincoli strutturali come ad esempio una collana, un anello ed un bracciale, può manifestarsi sotto qualsiasi foggia, dimensione, struttura.

Con la spilla non vi sono limiti di materiali ne tanto meno di forme e questo consente al designer di poter dare vita alla propria creatività nello studio e nell’ideazione disegni originali e per nulla scontanti.

E’ con gli anni ’40 che si realizza l’apice della creatività tra designer di successo della bigiotteria come Adolph Katz, Gene Verri e Alfred Philippe. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, i contatti tra Europa ed America diventano sempre più limitati tanto da rendere difficile la circolazione delle riviste di moda: l’Europa – e nello specifico la Francia e l’Italia – che sino ad allora era stata il punto di riferimento per gli stilisti e i designer d’oltre Oceano, è difficilmente raggiungibile e non può più fungere da modello e da punto di riferimento.

Figurino anni '40 in una pubblicità di Miriam Haskell

Figurino anni ’40 in una pubblicità di Miriam Haskell

Come spesso accade le criticità hanno la potenzialità di trasformarsi in opportunità, ed è proprio questa opportunità che ci regalerà i migliori esempi di gioielleria americana, preziosa e non. L’isolamento dai modelli di riferimento e il contingentamento dei materiali quali ad esempio il metallo povero, darà l’occasione ai marchi del bijou di creare splendide spille in argento bagnato nell’oro, grandi ed appariscenti, ideali per adornare abiti semplici, lineari e spesso realizzati con tessuti grezzi e dai colori neutri.

La spilla negli anni ’40 diventa la “regina ” indiscussa della costume jewelry. Parla della donna che la indossa a chi la osserva. Lancia un messaggio, comunica il suo desiderio di femminilità anche nei momenti di difficoltà. Parla della sua volontà di manifestare il proprio status sociale, e comunica una sua specifica appartenenza ad un gruppo oppure la sua aderenza ad un ideale. E’ per questo motivo che, ad esempio, le donne americane cattoliche nel periodo di Natale possono riconoscersi a vicenda all’interno della collettività come membri dello stesso gruppo, indossando una spilla a forma di albero di Natale. Allo stesso modo, la spilla a soggetto patriottico,  può diventare un mezzo per dichiarare la propria vicinanza ai soldati impegnati nella seconda Guerra Mondiale.

Spilla patriottica americana, anni '40

Spilla patriottica americana, anni ’40

Spesso mi viene chiesto come mai la spilla non sia più di moda, e  la mia risposta è sempre: “ma non è vero che la spilla non è più di moda!”

Nelle collezioni di haute couture spesso un abito sarà accompagnato da la spilla in grado di catturare la luce dei riflettori. E’ molto differente dire che la spilla non sia più di moda piuttosto che la spilla non sia usata da tutte le donne. L’utilizzo di una spilla implica sicurmente, oggi, una certa volontà di osare e la voglia di comunicare qualcosa di sè.

Spilla Just Cavalli

Spilla firmata Just Cavalli

Se ben ci pensate la spilla, a differenza di un paio di orecchini o una collana, può essere indossata in diversi modi: sul bavero di una giacca, appuntata su un capello o sull’orlo di una gonna, come ciondolo di una collana o come fibia di una cintura.

Anche qui una regina: la regina della versatilità.

Ma tornando a noi… la spilla è di moda perchè la spilla detta la moda del gioiello. E’ la sua vezzosità, il suo essere “qualcosa in più” che la rende così particolare: è il dettaglio che fa la differenza e che trasforma un abito nell’abito.

Consiglio a tutti di provare ad indossare una spilla, magari una spilla vintage, con il suo fascino d’altri tempi scegliendola in base al proprio gusto e alle proprie attitudini: con le perle. con gli strass, le plastiche colorate o di legno.

E’ rischioso però. Le spille sono come le ciliegie… averne una non basta, se ne desidera subito un’altra!

Inizialmente forse sarà strano ed inconsueto per noi usarla, ma poi la spilla diventerà il nostro dettaglio, la nostra più cara amica.

Si sà, essere una regina non è da tutti, ma qualcuno dovrà pur assolvere a questo compito!

 

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