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Gioielli in fibra di carbonio: l’altro volto del diamante

Il carbonio ed il diamante, due facce delle stesso elemento

Guardare al futuro a volte significa solamente tornare alle origini riscoprendo e reinterpretando. Partire dalla pietra più preziosa in assoluto, il diamante, e fare un passo indietro sino a raggiungere la sua essenza ancestrale: il carbonio.

Reinterpretare l’elemento chimico, forgiarlo e plasmarlo a propria immagine, un po’ come la natura ha fatto con il diamante e sentirsi creatori di materia, producendo forme essenziali, pulite ma potenti.

Airam è un po’ questo oltre che una giovane azienda nata nel territorio torinese, fucina di idee, in cui i fondatori razionalizzano le proprie intuizioni trasformandole in un’impresa.

Fabio Ramella e Carlo Pozzi, fondatori di Airam

Trasformare le passioni in un mestiere, l’arma vincente in un periodo in cui fare business per il solo scopo di guadagnare senza passione, non paga più. La passione per lo sky dive, porta Fabio Ramella e Carlo Pozzi realizzare, nel 1990, particolari in fibra di carbonio per le riprese video aeree.

E poi, da questa ricerca su materie prime di alta qualità, nasce la collezione di bracciali in carbonio e di cinture che sarà seguita da accessori sempre diversi quali piastrine, anelli e fibbie.

Piastrina in carbonio con finitura Python

Ma come nasce il bracciale in fibra di carbonio ideato da Fabio e Carlo?

Il procedimento utilizzato da Airam è un procedimento segreto e le sue fasi, nel dettaglio, non sono note, questo per proteggere una produzione che rischia di subire la copia. Mi è stato spiegato che la realizzazione avviene attraverso la sovrapposizione di 14 strati di fibra di carbonio, precedentemente impregnati di una particolare resina che è stata in precedenza accuratamente testata per evitare ogni tipo di reazione allergica al prodotto. Successivamente viene eliminata la resina in eccesso, attraverso una lavorazione manuale, che permette alla lucentezza del carbonio di essere visibile senza che si rendano necessarie verniciature; infatti tutti gli altri prodotti in fibra di carbonio vengono di norma verniciati ma questa operazione rende la superficie estremamente fragile agli urti e non permette alla fibra di essere visibile nella sua reale lucentezza.

Bracciali in fibra di carbonio nelle due texture proposte: (da sinistra verso destra) Silk e Python

In questo dettaglio sta l’originalità di Airam, la capacità di rendere la fibra di carbonio un qualcosa di desiderabile da indossare. Quando la vedi ti colpisce perché è leggera, liscia come la seta al tatto, lineare e con carattere.

Nel 2009 Airam incontra il designer Roberto Demeglio ed è così che, a sua volta, il diamante rincontra il carbonio regalandoci un gioiello premiato per il design con l’Oscar del Gioiello dalla Fiera di Las Vegas, Couture. Il virtuosismo dell’idea vuole uniti il platino con il diamante ed il carbonio che, una volta assemblati, ci donano il volto selvaggio di una Zebra.

Un gioiello che stupisce per la sua capacità evocativa, non solo dell’oggetto in sé, ma della scelta stessa dei materiali. E’ come se, il diamante, rincontrasse se stesso secoli prima, quando ancora non era gioco di luce.

Bracciale Zebra firmato Roberto Demeglio in platino e diamanti, realizzato su fibra di carbonio. Vincitore dell'Oscar del Gioiello 2009

Due realtà, quella giovane e aggressiva di Airam e quella lussuosa ed innovativa di Roberto Demeglio, che si incontrano e danno al pubblico un oggetto d’arte innovativo che ha ragion di esistere anche se non esistesse un mercato per acquistarlo.

Sarà questo il futuro del gioiello? In un mondo dove tutto è stato detto e dove il classico è già stato reinterpretato, forse non resta che unire più punti di vista per creare qualcosa di realmente nuovo.

E.Z.

 

Per approfondimenti e per acquisti on line: airam.it

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Filed under Cultura del Gioiello