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Visto al Macef. I gioielli-scultura di Anna Maria Cardillo

Oggi voglio farvi conoscere un’altra designer scoperta al Macef, Anna Maria Cardillo: architetto e designer pugliese, realizza gioielli con un forte carattere mediante l’utilizzo di forme e linee molto semplici – il cerchio è centrale nell’ultima collezione – che abbinate tra loro creano risultati sorprendenti. Le sue creazioni sono il risultato di un’attenta ricerca e si presentano a chi li osserva come delle vere e proprie sculture con un equilibro perfetto tra colore, forma e dimensione.

In questa intervista Anna Maria Cardillo ci introduce nel suo mondo e nel suo modo di intendere il gioiello, presentandoci la collezione MA_SAI.

EZ: Anna Maria, i tuoi gioielli sono molto d’impatto, oserei definirli gioielli-scultura. Quanto influisce la tua formazione nel processo creativo? Qual è la tua visione del rapporto tra colore, volumi e forme?

AMC: La mia formazione di architetto influisce molto sul mio quotidiano; la capacità e l’avida curiosità mi portano poi spesso a voler modificare quasi ogni cosa, per cui la mia mente spazia dagli oggetti di uso comune a quelli più specificatamente legati alla decorazione personale. Il mio rapporto con il gioiello è inteso in una visione più ampia, per me il gioiello è un oggetto intimo con il quale ci si deve relazionare in maniera attiva e consapevole, è un oggetto che può far cambiare l’idea stessa della nostra persona, è un oggetto con il quale si interagisce modificandolo e grazie al quale anche il significato di come mostrare il nostro corpo può cambiare. La combinazione tra i volumi e le forme è fondamentale in questo tipo di processo creativo. Il rapporto con il colore invece è puro istinto, gli abbinamenti che vedete nei miei gioielli, se non sono dettati dal colore insito del materiale che utilizzo, sono decisi in maniera del tutto istintuale.

EZ: Mi interessa capire come nasce un tuo gioiello; solitamente la scintilla creativa come arriva? Prendi spunto dai materiali, parti da un concept astratto che sviluppi oppure quale strada segui?

AMC: Per me, come per tanti designer, non c’è una regola, ma l’esperienza mi ha portato ad aver acquisito un metodo, quindi parto dal concept, che spesso è il frutto di “immagini visionarie” che con il tempo vengono metabolizzate per poi passare alla realizzazione del prototipo, soprattutto se sono creazioni importanti, nella forma e dimensione, per cui studio l’indossabilità, l’ergonomicità, la leggerezza, e altri requisiti che possano caratterizzare nella forma e nell’uso l’oggetto. Lo studio dei materiali e su come questi possano delineare l’assetto cromatico e materico del gioiello è importante per la realizzazione stessa del pezzo.

EZ: Da dove hai tratto l’ispirazione per la nuova collezione MA_SAI? Nome e stile hanno un sapore molto etnico e sicuramente non è un caso.

AMC: Le donne Masai mi hanno sempre incuriosita, per la loro naturale e straordinaria capacità di adornarsi con estrema eleganza ed è molto affascinante la capacità di queste donne, se vogliamo “primitive”, di avere una forte e più che mai attuale connotazione semiotica. Il fascino dei colori e delle forme dei collari delle donne Masai ha ispirato questa collezione con una reinterpretazione personale, esasperandone il minimalismo nel concept cromatico e formale. Il nome “MA_SAI” (scritto con il trattino basso a separare la congiunzione dal verbo) è un tentativo per allontanare il gioiello da un significato specificatamente etnico…spero solo di esserci riuscita!

EZ: Potresti tracciare il ritratto della donna-tipo indosso alla quale immagini i tuoi gioielli?

AMC: Una donna coraggiosa, libera e auto ironica, leggera ma non fragile, sempre attenta al presente e alle novità ma senza dimenticare le tradizioni.

 

Per maggiori informazioni su Anna Maria Cardillo:

website  www.amcardillo.com

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Erika Zacchello

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