Intervista di Dejavuteam ad Erika Zacchello: si parla di costume jewelry!

Vi appassiona il vintage? Se siete qui, sicuramente la risposta è si!

Condivido con voi l’intervista fattami da Ana Muraca per Dejavuteam… si parla del mio libro e di gioiello non prezioso!

Per leggere tutta l’intervista cliccate QUI … buona lettura!

EZ

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La democratizzazione del gioiello

signette

Viene qui riportata la pagina, risalente agli anni Sessanta, di una Signet, la newsletter informativa inviata dall’azienda alle Fashion Show Director – che si occupavano di vendere a domicilio i bijoux firmati Sarah Coventry – nella quale vengono spiegate le diverse possibilità di utilizzo dei gioielli commercializzati

Negli anni ’50 s’incrementa la vendita dei bijoux nei grandi magazzini a prezzi concorrenziali ma quella che letteralmente spopola è la moda degli home party, lanciata nel 1949 dalla Emmons, che 2 anni dopo prenderà il nome Sarah Coventry.

In 20 anni verranno venduti più di 100.000.000 pezzi, grazie anche alle dimostratrici che, creando un momento di socializzazione direttamente nelle case delle clienti, porteranno la donna a diventare fondamentale in ogni fase della collocazione del prodotto sul mercato.

Tutti gli eventi rilevanti, ad esempio il primo lancio spaziale, offrono spunti ai produttori di bijoux e la plastica farà da regina in questo periodo.

Anche in Italia il bijou di fantasia inizierà a fare il suo ingresso, visto soprattutto come oggetto di lusso in correlazione con l’alta moda; sarà infatti questo il motivo, più che la maggiore autonomia sociale ed economica della donna, a far sì che i gioielli di fantasia non vengano più considerati semplici “falsi”, sicché anche in Italia si comincerà a superare il borghese mito dell’oro.

Siamo giunti agli anni ’60 il decennio dei grandi cambiamenti, della pillola e della minigonna, del baby doll e dell’unisex in cui gli abiti da uomo e da donna sono molto simili tra loro; è il decennio dei Beatles e della Pop Art di  Andy Warhol che dedicherà nelle sue opere molto spazio al concetto e al valore di “falso”; molti artisti oltre a Warhol – ad esempio Dalì –  si cimenteranno nella creazione dell’arte in forma di gioiello e l’ultimo dei grandi disegnatori di bijoux americani, Kenneth Jay Lane sarà negli anni ’70 incoronato re indiscusso di quei multipli che la Pop Art aveva insegnato a considerare non solo una ripetizione dello stesso soggetto, ma un modo per far arrivare l’idea dell’artista al maggior numero di persone possibile.

KJL il re del falso

Kenneth Jay Lane, il Re del Falso

Nel decennio seguente, gli anni ’70, saranno invece predominanti il richiamo ad una vita più semplice, gli abiti in spandex, i simboli della pace e l’attrazione per l’oriente.

In questo periodo l’industria del gioiello vede un calo di produzione. Cosi come nel periodo della crisi economica degli anni ’40 I bijoux non sono visti di buon occhio ad eccezione degli orecchini molto grandi e dei pendenti con simboli naturali. I temi ricorrenti negli accessori sono principalmente tre e si sono sostanzialmente susseguiti cronologicamente: gli elementi di richiamo alla cultura indiana, soprattutto a cavallo degli anni ’60 e ‘70, i motivi floreali, presenti in tutta la moda dell’epoca, arrivatici direttamente dai movimenti hippy della flower power e le linee geometriche. I materiali utilizzati sono poveri oltre che intrinsecamente anche nell’aspetto: fili metallici intrecciati tra loro, stoffa, perline e piccoli ciondoli in materiali plastici vanno a creare lunghe collane, bracciali indossati indistintamente da uomini e donne, grandi ed appariscenti orecchini.

La cantante Madonna

L’artista Madonna, icona della moda anni ’80

Nei primi anni ‘80 è influente lo strascico del fenomeno punk nato alla fine degli anni ’70. E’ il periodo dell’esagerazione, dei grandi gioielli vistosi, dei tessuti laminati e della voglia di mostrare opulenza a tutti i costi, è il periodo dei colori sgargianti, come il fucsia, il giallo e il blu elettrico, del trucco vistoso.

Si dice che negli anni ’80 il gioiello abbia perso la qualità nel design e nei materiali rispetto ai decenni precedenti… e tu che ne pensi? Provi nostalgia per la moda degli anni Ottanta o per te è solo un terribile ricordo? 🙂

Raccontami il tuo “sentimento” per questo decennio!

E.Z.

 

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Tutorial bijoux handmade: la collana Hug

Dopo un po’ di assenza dal mio blog, motivata da un periodo di grande cambiamento, ho deciso di tornare con un post un po’ diverso dal solito.

Penso infatti che la cultura del gioiello passi soprattutto attraverso la creatività e per questo ho deciso di condividere con voi un aspetto della mia passione per l’accessorio: la realizzazione di bijoux handmade!

 

Tutorial collana Hug

 

Oggi voglio proporvi il tutorial fotografico per la realizzazione della collana Hug, un bijou leggerissimo, molto scenico ed elegante.

 Iniziamo allora con il tutorial di questa collana.

Materiali collana Hug

Partiamo con i materiali necessari per il tutorial.

I materiali necessari per il la realizzazione della collana Hug del tutorial sono quelli in foto: 2 colori di cordone di raso ritorto a 2 o tre fili (la collana azzurra è realizzata con il cordone di raso a due fili mentre oggi noi la realizzeremo con il cordone a 3 fili, io l’ho acquistato da Filincanto ad un ottimo prezzo!), nello specifico 120 cm di filo argento e 160 cm di filo arancione; 2 chiodini lunghi con occhiello, 2 capocorda a conchiglia, un moschettone, 2 anellini brisè, scotch e forbici.

 

step 1 foto 5

 

 

 

 

 

 

 

Step 1 Tutorial: Tagliate i fili nei due colori nelle misure indicate ricordando sempre di arrotolare il filo con lo scotch e poi di tagliare con la forbice sopra in modo da non far sfilacciare il filo. Piegate il filo arancione a metà e fissatelo ad una superficie liscia come in foto compiendo poi una torsione del filo come nell’immagine a destra.

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                Step 2 Tutorial: Piegate a metà il filo argento e fatelo passare dal lato aperto e stringere sino ad ottenere il risultato dell’ultima foto. Fate attenzione che i fili argento siano pareggiati.

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 Step 3 Tutorial: Ora si procede facendo una treccia a 4 fili. Prima di iniziare tagliate a metà il filo argentato ma, mi raccomando, ricordate sempre di avvolgere lo scotch prima del taglio per non fare sfilacciare i fili!

La treccia si esegue in questo modo: si parte con il filo di destra facendolo passare sopra quello accanto; poi il secondo filo da sinistra deve passare sopra a quello accanto; in fine il filo più a sinistra deve passare sotto  ( è molto importante, sotto non sopra!).

Continuate sino alla fine del filo ottenendo una treccia come quella in foto.

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Step 4 Tutorial: Stringete i fili con il chiodino, infilandolo nell’occhiello, poi dopo aver tagliato i fili in eccesso infilate il chiodino nella conchiglia e stringete. Ripetete questa operazione per entrambi i capi della collana. Inserite l’anellino da un lato e l’anellino con il moschettone dall’altro lato.

Ed ecco qui, la vostra Collana Hug è terminata!

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Spero che il tutorial vi sia stato utile, fatemi sapere cosa ne pensate di questa collana… non vi è venuta voglia di creare anche voi la vostra?

Cosa ne pensate della pubblicazione di tutorial sul blog?

Per qualsiasi domanda sono qui!

Buon lavoro  e al prossimo tutorial-post! 🙂

 

E.Z.

 

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Outfit: Pierre Lang, H&M e Goga Bags

Questa è la mia proposta di outfit di oggi: anello solitario Pierre Lang in metallo placcato oro giallo con pietra nera, collana con piume H&M e micro pochette Goga Bags.

Che ne pensate?

 

Pierre Lang H&M Goga Bags

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Outfit: ciondolo Non-Ti-Scordar-di-Me di Madre Natura Gioielli

Ciondolo Non Ti scordar di Me di Madre Natura Gioielli.

Un piccolo punto luce con qualcosa in più, racchiude in se stesso un fiore: etereo, delicato e raffinato…non lo toglierei mai! 🙂

Vi piace?

Madre Natura Gioielli

 

 

 

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State per pronunciare il fatidico sì? Ecco la collezione Sposa di Moliabal.

Come mi avevo promesso a Maggio ecco la nuovissima collezione sposa 2013 presentata da Moliabal Milano.

Vi siete persi il post dedicato a questo brand che realizza esclusivi gioielli per capelli? Lo ritrovate qui!

Qui trovate una selezione della collezione, ma se siete curiosi e volete vedere tutte le foto vi aspetto sulla pagina facebook!

 

 

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Social commerce e Fashion: il caso CREAttiva

Oggi voglio parlare di social commerce e uscire un po’ dalle righe ed unire le mie due passioni: il mondo del gioiello e il marketing. Nella vita di ogni giorno infatti faccio proprio questo, mi occupo di marketing nel settore del gioiello e credo possa essere interessante affrontare il settore anche da questo punto di vista per capire un po’ come funziona questo mondo nel “backstage”.

Tutti oggi parlano di e-commerce. In un momento in cui le reti di vendita tradizionali appaiono fortemente in crisi questo sembra infatti uno dei pochi canali di vendita in grado di poter tenere mercato. Noi parleremo di un’evoluzione della vendita on line, ovvero del social commerce.

In realtà non credo che l’e-commerce da solo ci possa “salvare” ma penso che, soprattutto nel fashion e nel lusso, ciò che conti veramente sia un cambio di registro e di linguaggio: utilizzare codici nuovi per parlare ad un consumatore che è cambiato e che vive l’acquisto non come un mero scambio di denaro-merce, bensì come una vera e propria esperienza.

Per fortuna molte realtà se ne stanno accorgendo e stanno portando una boccata di aria fresca in un mercato che molti – a mio giudizio erroneamente – giudicano morto. Per me non è così e oggi vi parlo proprio di un caso che lo dimostra: basta un po’ di creatività e di iniziativa per riaprire i giochi.

L’e-commerce non è nato oggi (il social commerce però sì!), da un decennio ci stiamo approcciando all’acquisto on-line, certo ciascuno con i propri tempi – a volte generazionali – e con i propri metodi, tanto nell’epoca dei cosiddetti “nativi digitali” oggi sta emergendo un nuovo modo di proporre un prodotto sul mercato, presentarlo e venderlo. Un esempio? Appunto il social-commerce. Ma cos’è?

Social commerce

Il social commerce un particolare modo di fare e-commerce che basa la sua stessa essenza nella condivisione tipica del social network. Il principio del social commerce è semplice e si fonda sostanzialmente sul passa parola: se un mio amico prova un prodotto e l’ha ritenuto valido quasi sicuramente lo dirà agli altri, a tutti, scrivendolo sulla sua bacheca Facebook, condividendo le immagini su Pinterest o twittando la sua recensione del prodotto in 140 caratteri e.. ecco fatto! Decine, se non centinaia, di altre persone che lo conosco e si fidano della sua opinione vedranno queste sue attività, curioseranno e scopriranno il brand di cui ha parlato. Il word of mouth è così partito, generato dalla fiamma di una condivisione, il contenuto è pronto a diventare virale e il brand sta vivendo grazie al suo cliente. Questo in sintesi è il social commerce.

Nell’era del 2.0 ci spogliamo della veste del semplice consumatore e diventiamo prosumer, ovvero consumatori e produttori al tempo stesso di valore aggiunto. Postiamo le nostre foto, condividiamo le nostre idee, ci lamentiamo scrivendo le nostre perplessità e apprezziamo un prodotto manifestando il nostro entusiasmo. Il social network ci consentono di farlo in ogni attimo della nostra vita, in ogni luogo e senza filtri se non quello del buon senso e della netiquette.

Ma questo non è tutto. I social s’incontrano infatti con le piattaforme più tecniche dell’ecommerce e trasformano i social network stessi in un sistema integrato di comunicazione e vendita. Esistono molti strumenti per fare social commerce, ad esempio all’interno di Facebook possiamo integrare Blomming ed Etsy.

Una via molto semplice per fare social-commerce è sicuramente è quella di pubblicare immagini sulla bacheca della propria pagina Facebook e di aprire un filo diretto mediante e-mail e messaggistica interna del social utilizzato con i propri clienti o prospect.

E’ stata proprio questa l’idea di Imma, la mente e le mani creative di CREAttiva, il brand di bijoux che nasce e vive su Facebook su una Fanpage con quasi 19.000 fan.

La fanpage Facebook di CREAttiva www.facebook.com/immacreattiva

“Il mio progetto creativo nasce lo scorso anno, quando ero alla ricerca dell’ennesimo lavoro, non capendo che di lì a poco ne avrei creato uno tutto mio”mi racconta Imma. “Ho sempre amato gli accessori e la moda, in particolare i bracciali, ed in quel periodo avendo molto più tempo libero ho iniziato a realizzarli per me. Per guadagnare qualcosa avevo iniziato a vendere parte del mio guardaroba, proprio come la protagonista di I Love Shopping. Spinta dalla mia passione per la fotografia ho iniziato a fotografare gli accessori che realizzavo, ho pensato ad un marchio che li rappresentasse, e incoraggiata dal successo che riscontravano tra le mie amiche più modaiole ho deciso di provare a venderli in rete.”

Questa esperienza di social commerce ha tutte le caratteristiche di una vera e propria start-up: una passione che si trasforma in una professione.

CREAttiva produce soprattutto bracciali in edizione limitata, creati in modo totalmente artigianale, uno per uno. Perché bracciali? Perché è questo l’accessorio che Imma preferisce definendosi una fan del fenomeno #armswag, ovvero l’indosso di tanti bracciali sullo stesso braccio.

Nel suo processo creativo dice di farsi ispirare da qualsiasi cosa: “Mi faccio catturare da un colore, da un abito, da una sensazione da tutto ciò che mi piace. Divoro riviste di moda ogni giorno, cerco di individuare le tendenze, raccolgo i pezzi per poi realizzare qualcosa che incontri dapprima il mio gusto e poi quello degli altri. Sono i bracciali i pezzi che preferisco, io ne indosso sempre tantissimi, amo le braccia impreziosite, ne porto almeno 4/5 tutti assieme” (…come la capisco, adoro farlo anche io!).

 

Condivisione, partecipazione delle clienti e low price fanno di CREAttiva un progetto di successo

CREAttiva propone bijoux a prezzi contenuti e può far questo grazie ad una filiera distributiva corta, anzi, cortissima che va direttamente dal produttore al cliente finale,basandosi su un sistema di vendita con un costo di investimento pubblicitario molto basso se non per il costo umano legato al tempo e alla capacità. La gestione di una pagina Facebook infatti non è una cosa da poco se gestita nel giusto modo. Necessita di tempo ed attenzione perché bisogna dare risposte puntuali ed in real time, a qualsiasi ora ai propri fan-clienti, bisogna raccontarsi ed interagire con loro, conversare e non semplicemente parlar di sè come nei, costosissimi e tradizionali, mezzi di comunicazione one-to-many.  L’unico investimento sui social network è quindi un investimento umano, dobbiamo capire se abbiamo l’attitudine a conversare, a scrivere e a parlare con testi ed immagini. E Imma questa capacità ce l’ha.

L’integrazione dei canali ha poi portato Imma a creare un blog che viene ospitato sul suo sito web che è l’indispensabile punto di arrivo per ogni attività che utilizza i social network: la sola Facebook fanpage non basta. Mai.

 

Il caso CREAttiva Sito e blog vanno ad integrare la comunicazione che parte su Facebook

Forse anche tu hai un’idea nel cassetto, un progetto, una passione che si può trasformare in un business. Forse anche tu lavori nel settore del fashion, del gioiello e del lusso e ti stai chiedendo come fare e se si può fare.

La risposta è si. Funziona perchè è cambiato il nostro modo di interagire e di acquistare. Siamo consumatori più esigenti alla ricerca di un ottimo rapporto qualità prezzo, di un impeccabile servizio e di un mondo in cui dientificarsi sentendosi parte di una community che parla.

Se sei curioso, se ti è piaciuto il post, se ti rivedi in questo tipo di approccio all’acquisto sulle piattaforme social commerce lascia il tuo commento qui sotto… ti aspetto!

E.Z

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Mieko – Tra gioiello e fumetto, passando da Diabolik a Lupo Alberto!

“La Cartotecnica è nata prima di me. Fin da piccolissima ho avuto la possibilità di conoscere la carta e le sue peculiarità. I miei giochi li creavo in carta:
ricordo ancora che passavo interi pomeriggio a realizzare mondi immaginari. Ogni avanzo di carta, anche il più sottile, veniva riutilizzato per ricreare
qualcosa di nuovo”.

Questo è quello che ci racconta Lysa, ideatrice e respensabile di Mieko, una realtà fortmente radicata nel territorio (MIlano) e legata ad un concept di ecologia (EKO) e riutilizzo dei materiali.

Bracciali Lupo Alberto by Mieko - copyright Astorina e Mck

Ed è proprio grazie a questo background che è nata da Lysa l’idea di realizzare eco-gioielli recuperando scarti di lavorazione dell’azienda di famiglia e carta di fumetti, pagine gialle, mappe e stradari, combinandoli con vecchi orologi, pietre preziose, madreperla, metalli nobili e pelli ricercate. Il processo di produzione è artigianale e tutte le materie prime sono lavorate nel rispetto dell’ambiente, in modo da assicurare risultati di alta qualità, unici e interamente eco-compatibili.

Orecchini Diabolik by Mieko - copyright Astorina e Mck

Mieko unisce riciclo e design rimanendo fortemente legata al territorio e al made in Italy. Le mappe stradali della città e i soggetti dei bijoux con le stampe di Lupo Alberto e Diabolik sono un chiaro vanto italiano di creatività espressa da diversi punti di vista.

Impossibile non rimanere catturati dagli orecchini e dai bangle con i soggetti, i disegni e le battute che hanno caratterizzato gran parte della nostra
adolescenza. Quando li ho scoperti ho immadiatamente pensato “lo voglio assolutamente un bangle con la gallina Marta!”

E voi? Ditemi cosa ne pensate di questi gioielli! Vi immaginate meglio con un paio di orecchini di Diabolik o di Lupo Alberto?

E.Z.

Orecchini Lupo Alberto by Mieko - copyright Astorina e Mck

Bracciale Diabolik by Mieko - copyright Astorina e Mck

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Mostre: i “Gioielli da leggere” di Fernando Masone al Museo del Bijou di Casalmaggiore

 

Vi voglio segnalare questa mostra perchè in questo periodo i gioielli realizzati con le carte stanno destando molto il mio interesse e sicuramente questo primo artista sarà lo spunto per parlare presto di altre proposte di gioielli in carta… continuate a seguire il blog!

Dal 25 maggio 2013 al 30 giugno, il Museo del Bijou di Casalmaggiore ospita i “Gioielli da leggere” dell’artista veneziano Fernando Masone: splendide e candide creazioni in carta-cotone realizzata a mano, che nelle teche della Sala Zaffanella sapranno incantare e suscitare emozioni.

Originario di Benevento ma da tempo adottato dalla città lagunare, dove è titolare della galleria “CartaVenezia”, Masone è specializzato in Grafica d’Arte; dopo una lunga esperienza nel campo della ceramica, si dedica dalla metà degli anni Ottanta ad una personalissima ricerca per la stampa d’arte modellata ad alto rilievo, e infine alla fabbricazione della carta, materia sulla quale organizza corsi e seminari in Italia e all’estero, in collaborazione con i maggiori maestri dell’arte contemporanea. La sua carta-cotone diventa sculture, quadri, calcografie e anche…gioielli.

 

Per maggiori info visistate il sito del Museo del Bijou

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