Speciale Macef 2013 – Caracol: un gioiello in equilibrio tra Ispirazione e Natura

Giovedì 24 Gennaio aprirà i battenti la 94° edizione del Macef, la fiera internazionale della casa e del design, che accoglie al suo interno una ricca sezione dedicata al bijou e al gioiello contemporaneo. Quattro giorni per scoprire quanto di più interessante offre il settore.

Ho deciso di darvi una piccola anteprima e di parlarvi di quelli che ritengo essere tra i designer e le realtà più interessanti.

Il primo post dello Speciale Macef 2013 è dedicato a Caracol di Eleonora Battaggia (in fiera la troverete al Pad 1 Stand M20 C).

Sono rimasta catturata dalla ricerca fatta su colori e volumi, combinazione che, in ogni gioiello dona un equilibrio di forme nonostante le soluzioni non convenzionali.
Quello proposto dalla designer é un gioiello “pulito” non solamente nel disegno ma anche nel concept: la scelta di utilizzare materiali di recupero da a questi l’opportunità di manifestarsi sotto una nuova luce e di vivere una nuova storia.

Ho voluto chiedere ad Eleonora di raccontarci il suo modo di interpretare il gioiello in questa breve intervista.


EZ: Eleonora, guardando le tue creazioni ci si rende conto che non si tratta semplicemente di gioielli ma di un vero e proprio progetto artistico. Qual è il concept di Caracol, come nasce e perchè la scelta di questo nome?

EB: Caracol nasce dalla necessità di essere coerente con le mie scelte di vita anche nella vita professionale. Nel mio percorso da orafa ho scoperto giorno dopo giorno di come questo settore (come tantissimi altri purtroppo) sia devastante per l’ambiente, a partire dalla fase di reperimento della materia prima sino alla produzione.
Con Caracol ho fatto una scelta diversa; intendo ridurre il più possibile l’impatto delle mie azioni, intendo raccontare quello che per me è importante e voglio comunicare che si può fare in modo diverso.
Ho scelto di dare il nome Caracol a tutto questo, perché Caracol significa chiocciola in spagnolo ed il segno grafico è una spirale: rappresenta la crescita senza fine ma anche il ritorno alle cose essenziali. Inoltre, El Caracol è l’osservatorio Maya di Chitzen Itza in Messico, il che mi affascina come tutto ciò che riguarda questo popolo e la sua terra.
Quello che cerco di produrre sono OrnaMenti nel senso primordiale del termine, non decorazioni fini a se stesse, ma ornamenti che portino significati e che comunichino qualcosa di chi li ha realizzati e di chi li indossa.

 

Caracol Collana Stringhe

 

EZ: Quello che mi colpisce di più delle tue creazioni è lo studio suoi volumi e sui colori. Come progetti e dai vita ad un tuo gioiello?

EB: I miei pezzi nascono sempre da un’idea e da una progettazione in cui cerco di mettere assieme il racconto con la parte tecnica. Schizzi a matita o a penna, studio dei colori e delle forme, poi ricerca dei materiali adatti, sperimentazioni e prove fino ad arrivare ad un punto in cui sento un’emozione, come un colpo al cuore, che mi dice che sono sulla strada giusta. Quello è il momento più bello da cui parte la realizzazione, la costruzione dell’oggetto fino ad arrivare alla conclusione solo quando mi pare di aver esaurito ogni aspetto.

EZ: Ogni tuo gioiello sembra raccontare una storia. Qual è il rapporto tra la creatività ed il mondo esterno? Come ti ispiri? Cosa ti ispira?

EB: Mi ispiro principalmente alla Natura nel senso di inizio e fine di tutto. Mi interessa la bellezza infinita di ogni forma della Natura stessa. E mi interessa il rapporto Uomo/Natura.
Caracol cerca di raccontare la distorsione tra amore e mancanza di rispetto, tra necessità e indifferenza che l’essere umano riserva ad ogni aspetto dell’ambiente in cui vive.
Utilizzare essenzialmente materiali di riciclo e recupero è un modo per raccontare questo, è rispetto per le risorse che non sono infinite. La creatività non ha bisogno di materiale nuovo di fabbrica per esprimersi, può trovare materia buona ovunque visto che ne sprechiamo in abbondanza.

Per maggiori informazioni su Caracol di Eleonora Battaggiawww.caracol.tv.it

Vi aspetto per il prossimo post dedicato al Macef 2013.
Stay tuned!
Erika Zacchello

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E’ Natale che albero! L’intervista di Collezionare.

E’ Natale, quindi perchè non condividere con voi questa intervista fattami dalla giornalista Domizia Dalia del mensile Collezionare?

Nell’intervista si parla di spille a forma di albero di Natale… buona lettura!

Erika

 

Tratto da Collezionre di dicembre 2012

 

E’ Natale che albero!

Per il collezionista: Christmas Costume Jewellery. VINTAGE Nel mondo del costume jewellery, in questo periodo, le coloratissime spille a forma di albero di Natale sono un classico.

 

● di Domizia Dalia 

Il vintage, come si sa, è molto di moda, e nel periodo natalizio le vetrine dei negozi che trattano questo genere, espongono idee regalo molto originali dal manicotto di pelliccia alla luccicante borsa da sera, dagli stravaganti occhiali tempestati di brillantini alla bigiotteria più scintillante. Proprio nel mondo del costume jewellery, in questo periodo, le coloratissime spille a forma di albero di Natale sono un classico. Ogni appassionato del settore ne possiede almeno una; addirittura alcuni collezionisti hanno concentrato il proprio interesse esclusivamente su queste creazioni realizzate con estrema maestria e ideate ogni anno dai designer più originali.
Erika Zacchello, giovanissima collezionista ed esperta di bijoux, ci racconta la storia di queste spille, che dagli anni Quaranta molte signore statunitensi amano appuntare sul proprio cappotto.

Erika, il mondo del costume jewellery è molto vasto e da sempre affascina moltissime donne. Oggi, c’è un grande ritorno dei bijoux vintage e l’attenzione cade spesso su quelli americani, come mai?
La bigiotteria, in realtà, nasce nell’Europa del Settecento, epoca in cui i nobili commissionavano copie dei propri gioielli da portare in viaggio, per non correre rischi in caso di furto. Nell’Ottocento molti artigiani europei, tra cui moltissimi italiani, emigravano negli Stati Uniti d’America e qui, in particolare a Providence nel Rhode Island, con l’abilità orafa europea, la produzione di bigiotteria raggiunge livelli altissimi e riscuote un enorme successo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale – poi – a causa del blocco dei flussi d’informazione, si sviluppa un gusto peculiare che contraddistingue e identifica i costume jewellery americani.

Spille a forma di albero di Natale Spille a forma di albero di Natale Spille a forma di albero di Natale Spille a forma di albero di Natale Spille a forma di albero di Natale Spille a forma di albero di Natale
Tra i numerosi modelli su cui le grandi firme si specializzarono, ci sono anche le spille con soggetti natalizi, e in modo particolare mi riferisco a quelle a forma di albero di Natale. Quando scoppia il boom di questi oggetti, e qual è la loro storia?
Le spille ad albero di Natale, come in generale le spille a soggetto natalizio, sono una tradizione della cultura statunitense. Dagli anni Quaranta diventano un must per tutte le donne americane che indossavano questi bijoux colorati non soltanto per manifestare la loro partecipazione al Natale, ma anche per dimostrare la loro appartenenza al gruppo dei fedeli protestanti. Erano considerati, perciò, oggetti dal forte valore simbolico e anche per questo collezionati da molti. 

I modelli cambiavano di anno in anno, ogni designer si sbizzarriva nei diversi accostamenti di materiali e colori. Un occhio esperto come il suo può riconoscere a prima vista la mano del creatore? Quali erano i principali produttori e in cosa si distinguevano?
Come le accennavo, la spilla a forma di albero di Natale diventa un oggetto da collezionare e, per i designer, una sfida per ottenere modelli sempre più originali e d’effetto.
Dal 1940 al 1960 tutte le grandi firme di costume jewellery presentavano ogni anno la propria versione di questo albero festoso, ideando centinaia di Christmas Tree Pins – come vengono chiamate dagli americani – con forme, tecniche e colori differenti. Tra le più celebri posso citare: le spille di Stanley Hagler, che inizia la sua carriera con Miriam Haskell per poi fondare la sua azienda negli anni Cinquanta, con pendenti in vetro di Murano e madreperla; quelle di colore ghiaccio di Eisenberg, così come quelle multicolore e stilizzate in bachelite di Lea Stain.
Da lasciare senza fiato sono anche le creazioni natalizie di Larry Vbra, il designer di Brodway, noto per i suoi gioielli grandi, scenici e opulenti, in grado di stupire sempre.
Assolutamente un must have la spilla di Natale Dodds, un marchio molto raro e ricercato tra i collezionisti di costume jewellery, poiché rimase in produzione solo per una decina di anni, tra il 1950 e il 1960. Non possiamo dimenticare le spille natalizie firmate Trifari e gli alberelli Pell degli anni Sessanta, rifatti ancora oggi con gli stampi originali e con gli stessi materiali dell’epoca. Infine, le spille firmate JJ ricche d’ironia e di colore.

È chiaro che gran parte dei collezionisti di questo settore è americana. In Italia ce ne sono o lei è uno dei pochi esempi?
In realtà in Italia non sono così pochi come apparentemente può sembrare. Esiste un micro mondo fatto di appassionati, alla ricerca costante di pezzi da raccogliere, tra cui anche me!
Navigando on-line, basta digitare le parole giuste, per trovare questo genere di spille di vario tipo e prezzo, come fare per scegliere quelle giuste? Le quotazioni variano molto, vanno da pochi a centinaia di euro, che cosa porta ad avere una differenza così elevata?
I prezzi variano molto nei diversi Paesi. Nel mercato americano, per esempio, le spille Trifari sono meno costose rispetto all’Italia. Ovviamente il prezzo è determinato sia dalla domanda sia dalla rarità del bijoux. Alcuni marchi hanno fabbricato su larga scala, altri – avendo una produzione pressoché artigianale – hanno lanciato sul mercato un minor numero di pezzi e sono, quindi, più rari. Tendenzialmente i più costosi sono i bijoux che già allora era difficile trovare perché prodotti in minore quantità. Come collezionista consiglio per l’acquisto, di scegliere non solo in base alle quotazioni, ma soprattutto in base al proprio gusto personale; non stiamo parlando, infatti, di oggetti con un valore intrinseco, come potrebbe essere un gioiello in oro e pietre preziose, ma di bigiotteria che acquista un valore nel momento in cui è amata e indossata. 

Quali sono i pezzi più rari da trovare?
Sicuramente sono le spille ad albero di Natale firmate Miriam Haskell, Stanley Hagler, Larry Vbra ed Eisenberg.

Oltre a collezionarle, esiste ancora oggi la tradizione di indossarle nel periodo natalizio?
Certo, la tradizione della spilla di Natale vive ancora oggi; dal mese di dicembre, girando per le strade di New York, non è raro vedere appuntate sul bavero della giacca di signore di ogni età queste deliziose creazioni.

 

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I gioielli Pesavento si illuminano con Polvere di Sogni

Si è da poco conclusa la Fiera di Vicenza, la più importante fiera internazionale della gioielleria in Italia, durante la quale ho avuto occasione di percepire come, una parte del settore, stia cercando di dare un segnale di cambiamento per superare un momento di indiscussa crisi.

Non c’è nulla da fare: chi osa e si distingue viene premiato. E quano parlo di osare intendo la capacità di proporre un prodotto nuovo, differente e riconoscibile, che viene allo stesso tempo presentato e proposto in modo originale.

Pesavento Burlesque

Collezione Burlesque, Limited Edition con la quale Pesavento celebra i suoi Vent'anni di presenza sul mercato della gioielleria internazionale.

Nei prossimi giorni vi racconterò di alcune relatà interessanti che ho scoperto nella Glam Hall mentre nello scorso post vi ho parlato di Roberto Demeglio e del suo insolito guerrilla marketing.

Oggi voglio parlarvi invece di un brand nato nella tradizione della gioielleria vicentina: Pesavento.

Questo brand italiano nasce nel 1992 e compie proprio quest’anno i 20 anni d’attività che celerba lanciando sul mercato la collezione Burlesque, in oro rosa e diamanti, proposta in edizione limitata. Vent’anni di passione e di ricerca che oggi i soci, Chiara Carli e Marino Pesavento, festeggiano con un affolattisimo stand durante l’evento vicentino.

Tra le vetrine mi colpisce immediatamente l’effetto sparkling della collezione Polvere di Sogni della linea Vento 925. Gioielli veri e propri che non lasciano dubbi sulla loro presenza. Forme sinuose, curve, bombature e trafori raccontano il gusto di Pesavento che, attraverso una tecnica particolare, illumina di particelle riflettenti la superficie di anelli cocktail bombè, bracciali bangle importanti e ciondoli dalle linee pulite.

I colori? Quelli di maggiore tendenza: il blu oltremare, il rosso cardinale e il verde foresta, senza trascurare il bianco neve e i classici grigio e tortora.

Pesavento_Polvere_di_Sogni_rings

Rosso, verde e blu per la collezione Polvere di Sogni firmata Pesavento.

Gli anelli della collezione mi vengono presentati all’interno di eleganti couvette color cioccolato e, devo ammetterlo, la mia nota passione per gli anelli è fortemente solleticata dalla vista di queste luminose creazioni! Ovviamente non resisto e li provo rimanendo immediatamente attratta, oltre che dalla vista, dall’indosso. Nonostante l’aspetto massiccio questi anelli sono leggeri e molto comodi una volta al dito. Ad ogni movimento della mano si accompagna un bagliore di luce sorprendente e raffinato. E’ una sfida che il brand vince a pieno titolo poichè riesce ad accontentare il gusto femminile per tutto ciò che è luminoso e fashion senza sfiorare minimamente l’eccesso.

La finitura dei gioielli relaizzati in argento 925 placcato in oro rosa, rodio e rutenio, è perfetta e degna della più alta gioielleria. Le rifiniture ed i bordi dei gioielli sono morbidi e accarezzano la pelle, cosa che può sembrare un dettaglio da tecnici ma non lo è assolutamente… immaginatevi dopo alcune ore con indosso un anello malamente rifinito e la vostra mano capirà immediatamente a cosa mi sto riferendo!

I gioielli della linea Polvere di Sogni si possono indossare dal mattino alla sera perchè questa luminosità saprà accompagnarvi in ogni momento della giornata, rimanendo discreta alla luce del sole e diventando improvvisamente glamour sotto la luce artificiale, durante il cocktail nel vostro locale preferito!

Pesavento_Polvere_di_Sogni

Lavorazione traforata, volumi matelassé e linee sinuose per queste proposte Pesavento.

Ideali per le più raffinate ma anche per le più modaiole, attente ai colori e ai trend di stagione che vedono, ad esempio, sfilare in passerella pizzi e merletti che, nel gioiello, si traducono in lavorazioni traforate che fanno intravedere attraverso il metallo la pelle.

Siete sicuramente una donna Pesavento se amate l’accessorio e se credete che questo possa cambiare radicalmente il vostro outfit perchè, è una promessa, con indosso questi gioielli il vostro tubino nero non sarà più lo stesso!

Erika Zacchello

 

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Roberto Demeglio e i guerriglieri della Molla!

9 Settembre. Vicenza, VicenzaOro Fall.

Sono circa le tre del pomeriggio quando inaspettatamente, un’orda di ragazzi e ragazze che non superano i trent’anni d’età, fanno girare i tornelli della fiera internazionale della gioielleria.

Bastano pochi attimi e tante shopper rosse e nere colorano i corridoi dell’area espositiva: 15 minuti, non di più e non di meno, e tutti i visitatori della fiera si trovano in mano un braccialetto d’acciaio a molla.

Siamo di fronte a quello che noi invasati di marketing definiamo un’azione di guerrilla marketing. Ma che cos’è?

L'azione di Gurriglia Marketing fatta da Roberto Demeglio alla Fiera VicenzaOro Fall

E’ una tecnica di comunicazione alternativa e non convenzionale che ha lo scopo di diffondere un messaggio e pubblicizzare un prodotto in modo creativo ed originale colpendo l’attenzione delle persone coinvolte e generando un passaparola mediatico che in gergo viene chiamato buzzmarketing.

Non parliamo di “fuffa” e di giochetti da ragazzini, la prima volta questo termine appare nel 1984, quasi trent’anni fa, coniato dal pubblicitario Jay Conrad Levinson parlando del lancio del film-caso “The Blair Witch Project”.

Scelta vincente quella del guerrilla marketing in un momento di difficoltà come quello attuale: è un’attività che costa poco, coinvolge e rende partecipi le persone che ci capitano in mezzo, strappando un sorriso anche in una situazione molto formale e consueta come una tradizionale fiera di settore: un’azione che colpisce e che si ricorderà anche domani.

Ma cosa è successo in questo spaccato di pomeriggio alla fiera internazionale della gioielleria veneta?

Al suono delle trombe, le molle invadono i padiglioni principali in cui si svolge l’evento! Chi ha potuto avere un’idea così folle per un contesto così polite?

Roberto Demeglio, conosciuto nel mercato del lusso come il coraggioso gioielliere che ha vestito le molle di oro, diamanti e ceramica, lancia il suo messaggio: “Roberto Demeglio è la molla della gioielleria! Rottama la tua molla nel nostro stand e ritira in omaggio il tuo bracciale”. Basta questo per attirare come una calamita decine e decine di persone allo stand del brand Italiano.

E’ coinvolgente e divertente assistere a questo evento tra gli sguardi attoniti di signore con tacchi improbabili e signori ingessati in abito scuro.

Complimenti sì a Roberto Demeglio per l’idea ma anche alla Fiera di Vicenza per aver saputo accogliere con intelligenza e prontezza un’iniziativa così particolare, non convenzionale ma soprattutto up-to-date, a dimostrazione di come possa essere possibile continuare a dire qualcosa e a stupire ancora in un settore che molti definiscono “addormentato”.

Se anche voi eravate tra quei corridoi oggi avrete sicuramente respirato una boccata d’aria fresca ed una vena d’entusiasmo!

 

Ecco il video dell’evento!

 

 

 

Erika Zacchello

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Big & bold: gli elettrizzanti gioielli di Liat Ginzburg

Quando mi sono imbattuta casualmente nei gioielli di questa designer israeliana sono rimasta letteralmente elettrizzata!

Collezione Drama

Big and bold ma non solo…colore allo stato puro. Sono le caratteristiche salienti di questi gioielli realizzati con i materiali non preziosi più disparati e rigorosamente vintage.
La designer di cui scrivo oggi è Liat Ginzburg ed il suo nome è ormai conosciuto tra i più noti trend setter, giornalisti e stilisti Israeliani. Ma non solo. Anche i più importanti magazine di moda come Harper’s Bazaar Spagna, Grazia Francia e Vogue Italia (che nei mesi di marzo ed aprile la segnala tra i designer emergenti più promettenti) parlano di lei.

Nelle collezioni della designer le più varie combinazioni di materiali come

Collezione Fluo

Collezione Technicolor

plastica, gomma, perspex e legno – recuperati nei mercatini del vintage, direttamente dagli anni ’70 ed ’80 – vengono riattualizzate e reinterpretate per raccontare la vita notturna di Tel Aviv, le emozioni evocate dall’arte e dall’intimo vissuto dell’artista.

Ed è cosi che i colori fluo si mischiano alle fiabe e al tribale, portandoci per mano in tanti mondi diversi: da quello afro della collezione AfriQueen, a quello dei colori più urlati della collezione Technicolor, passando attraverso il mondo incantato della nostra infazia con la collezione Toy Story che porta le ballerine del carillon e Biancaneve e i Sette Nani sui nostri corpi, strappandoci un sorriso.

Collezione Toy Story

I bijoux di Liat Ginzburg, proposti sempre in edizioni limitate, sono scenici ed ironicamente belli.
Sono gioielli grandi, perchè – per citare la designer – la vita è grande ma a lei piace che i suoi gioielli lo siano ancora di più!

Guardo questi bijoux e provo un fortissimo desiderio di indossarli.
Perchè?
Perchè li trovo coinvolgenti e passionali, senza via di mezzo: o li ami o li odi.

Attirano decisamente l’attenzione e trasmettono una gran voglia di vivere la vita.
Una vita “alla grande” e rigorosamente a colori!
E tu cosa ne pensi? Parliamone! Lascia il tuo commento qui sotto.

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Il libro “Il bijou nel sogno americano” raccontato da LOOKOUT Magazine

Grazie a Erica Vagliengo per l’articolo dedicato al mio libro “Il bijou nel sogno americano” pubblicato sul numero di giugno di LOOKOUT Magazine!

Potete trovare l’articolo a pagina 34.

Non avete ancora la vostra copia del libro?

La trovate su laFeltrinelli.it

Erica Vagliengo (aka Emma Travet) è blogger per MarieClaire.it, giornalista e autrice del romanzo “Voglio scrivere per Vanity Fair”. La potete seguire sul suo blog e su Twitter @emmatravet

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Moda di primavera? Per il look navy è tempo di un orologio Navigare!

Si sa’, ci sono mode e mode. Certe durano una stagione, alcune ritornano in modo ciclico, altre ancora non tramontano mai.

Quest’ultimo caso e’ quello dell’outfit navy, in stile marinaro, proposto da Coco Chanel in molte delle sue collezioni ed indossato da donne di stile molto diverse tra loro: sia Brigitte Bardot che Audrey Hepburn hanno dato infatti, la loro interpretazione della classica maglietta a righe.

Mademoiselle Cocò indossa la maglietta a strisce bianca e blu: è stata lei a trasformare questo capo in un must have

Audrey Hepburn negli anni '50 in puro stile navy

Questo evergreen e’ tornato alla ribalta per la stagione primavera-estate 2012 tanto che anche Stella McCartney ha proposto la sua versione marinara della celebre borsa a tracolla Falabella, vera e propria icona per le fashion addicted!

Come dicevo, ci sono mode e mode ma anche modi.

Per un conosciuto brand prêt-à-porter, orgoglio del “saper fare” italiano, questo stile non e’ affatto una moda, bensì un modo di essere, una way of life. Sto parlando di Navigare, marchio nostrano esistente dagli anni ’80, conosciuto da tutti per l’appeal casual, dinamico e sempre attuale. Ai classici bianco, rosso e blu, Navigare accosta il vitale colore giallo, l’etereo azzurro ed il modaiolo colore fuxia, proponendo in aggiunta ai capi d’abbigliamento l’accessorio che ci accompagna in ogni attimo della nostra giornata: l’orologio.

La versione a righe multicolor della Falabella di Stella McCartney (P/E 2012)

L’orologio è assolutamente il più democratico tra gli accessori, utile ed indispensabile come un abito ma al tempo stesso intrigante e personale come un gioiello. Un gioiello per uomo e donna, senza distinzione.

Ho deciso di presentare questa collezione di orologi perchè credo riassuma proprio queste caratteristiche: utilità, praticità senza rinunciare al gusto. I vari modelli delle linee proposte nella nuova collezione 2012 si declinano nei colori tipici del brand accostando all’acciaio e al tesssuto i materiali più moderni quali il silicone, il caucciù ed il teflon. Diversi tipi di movimento, dal quarzo al cronografo, possono rispondere alle esigenze di chiunque lo indossi.

Colore e moda, prezzo accessibile ed elevata qualità garantita dalla famiglia Bianchi, unico distributore autorizzato per l’Italia, presente nel mondo dell’orologeria dal 1927.

Ma torniamo alla collezione perchè c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Se sei una fashionista farai fatica a non rimanere attratta dagli strass e dal modello

Orologio Navigare strass con cinturino in silocne fuxia

con il cinturino fuxia in silicone. Io non ho saputo rinunciarci. Da indossare durante tutto il giorno, al mattino ma anche alla sera con un total black look.

E che dire di questo modello giallo che rievoca una regata in barca? Camicia bianca, jeans delavè, foulard al collo, vento tra i capelli ed orologio della linea Navy (proposto nella versione uomo e donna) per uno stile alla Brigitte Bardot!

Orologio Cronografo da Uomo bianco e blu

E la proposta per l’uomo? E’ davvero molto ampia. Gli orologi maschili sono caratterizzati da una cassa grande, con finitura cromata o black satinata, in materiali tecnici che li rendono leggeri ma presenti, pratici ma d’effetto. Sono perfetti da indossare per il tempo libero, con la classica polo stile rugby, ma anche con una camicia a bastonetto in ufficio, o ancora con la giacca sahariana per il safari in Namibia! L’uomo dinamico, elegante, avvenuroso ed attento allo stile troverà il suo orologio tra quelli di questa nuova collezione Navigare. Se sei uomo e hai un dubbio su cosa regalarti, questo è il mio consiglio!

Orologio Navy con cinturino in silicone giallo

Ma se sei donna, nessuna invidia! Potrai ugualmente indossare questi orologi maschili con un sensuale look a la garconne, giocando su dettagli: pantalone a sigaretta, francesina, camicia oxford ed orologio Royal Navy.

E a te piacciono questi orologi? Che ne pensi?

Se anche per te è tempo di un orologio Navigare clicca QUI! Troverai tutta la collezione e.. una sorpresa!

Aspetto un tuo commento, come sempre, qui sotto!

 

E.Z.

 

 

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Moliabal: un gioiello che mi frulla nella testa!

Quando ho visto questi accessori per capelli non ho potuto resistere ed ho subito deciso di condividerli con voi.

Cerchietto in tulle e piume dal gusto anni '50

Si tratta delle creazioni di Moliabal – un brand milanese nato dall’idea di Monica Masini – che propone un catalogo di oltre 200 articoli di alta gamma, realizzati totalmente a mano in Italia.

Ma perche parlare di pinzette, mollette per capelli e cerchietti in un blog dedicato al gioiello e al vintage?

Semplicemente perchè questi non sono semplici accessori ma, dal mio punto di vista, dei veri e propri gioielli con i quali incorniciare il volto.

Moliabal propone un gusto sofisticato ed ironico utilizzando stoffe in tessuti preziosi come seta e chiffon tipiche degli anni ’30, plastiche e resine anni ’60, rodoide e cellulosa che richiamano l’allure dei ruggenti anni ’20.

Il tutto in un affascinate bicromia bianco e nero che, assieme alle forme e alle strutture degli accessori, richiama lo charm delle pellicole del cinema muto.

Pinze per capelli con texture pizzo

E allora perchè non decorare i propri capelli con un cerchietto di piume per sembrare una flapper girl degli anni ’20? Oppure indossare un cerchietto bonton con delicati fiocchetti lateriali in puro stile Audrey Hepburn?

La pinzetta bianca e nera con le texture del pizzo non solo è molto vezzosa ed in pieno trend, ma ci farà sentire come una ragazza del Piper! E il cerchietto con il grande fiocco nero di tulle, accostato nella parte laterale del capo? Ci darà la sensazione di essere appena uscite da una fotografia vintage dei modelli Dior, in un puro gusto new look.

Cerchietto dal gusto anni '20

Lo stile spesso è un gioco di dettagli e questi accessori non lasciano nulla al caso.

Sono convinta che ora, anche voi, non potrete più toglierveli dalla testa!

 

 

 

E.Z.

Se volete l’elenco dei rivenditori dove trovare il vostro accessorio Moliabal cliccate qui!

Per info: info@moliabal.it

Sito: www.moliabal.it

 

 

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Punti di Vintage: i Sentieri Preziosi del gioiello

Foto delle collezioni di Sentieri Preziosi a cura di Marco D’Antonio

Oggi voglio parlarvi di Sentieri Preziosi una viva realtà italiana che si dedica alla produzione di gioielli particolari, unici nel loro genere.  Questo brand nasce da un’ispirazione che fonde un gusto estetico che rimanda al lato più tribale ed ancestrale del gioiello, con i sapori delle tendenze vintage più attuali.

Gioielli importanti, presenti. Che vestono.

Gioielli di carattere, preziosi non solo per i materiali che li compongono ma anche per i percorsi che li portano attraverso epoche, culture ed immagini differenti.

In questa chiacchierata con Serena Giglio, anima e mente di Sentieri Preziosi, emerge la sua interpretazione del gioiello, la sua passione per i profumi dell’oriente, per i colori della terra, l’amore per l’arte e le cose belle. In questa intervista emerge il “punto di vintage” di Sentieri Preziosi che oggi vi voglio presentare.

 

E.Z.: Cara Serena, raccontaci cos’è  Sentieri Preziosi e chi sta dietro a questo progetto?

S.G.: Sentieri Preziosi è la realizzazione del mio personale modo di intendere lo charme e l’eleganza. Per me l’eleganza è la fusione del passato e del futuro, in un binomio perfetto nel quale nessuno dei due elementi predomina sull’altro, ma entrambi si fondono in un mix omogeneo. Il risultato sono creazioni moderne nelle forme e nelle realizzazioni ma antiche nei materiali, nei tessuti, negli accostamenti, tutte smontabili ed utilizzabili in varie modalità ed in vari mise.

In questo, ad onor del vero, sono “nipote d’arte” poiché i miei nonni erano esperti di gemme e di gioielleria antiquaria e, per me, che da bambina vivevo praticamente con loro, vederli descrivere le caratteristiche delle pietre, le peculiarità delle lavorazioni, è stato un vero e proprio “teatro vivente”. Ma l’amore della gioielleria non è nato subito. E’ stato un viaggio nell’esotica città di Istanbul a svelarmi il gusto per la gioielleria, che avevo lasciato sopito dentro di me per venticinque anni. Così, in una delle tante vie del Souq di Istanbul, luccicante di pietre preziose e di decori arabescati, è nata l’idea di disegnare una linea di gioielli e di chiamarla proprio Sentieri Preziosi, come quel sentiero del Souq che mi aveva fornito la rivelazione. E’ nata così la mia linea di gioielli, dal sapore “dinamico-vintage”.

E.Z.: Un forte legame con il passato reso attuale grazie ad una reinterpretazione: suona proprio come una definizione di vintage. Cos’è per te il vintage e qual è l’interpretazione che ne dai?

S.G.: Per me vintage è tutto ciò che non è solo bello da vedere ma che ha una storia raccontarti, che ti consente di calarti in un’epoca e di acquisirne, anche solo per poche ore, il gusto e il vezzo estetico. Vintage, è ciò che ti consente di compiere una “trasposizione”, che – immancabilmente – esalta la tua femminilità. Come fai a non sentirti un po’ una matrona, indossando orecchini con vecchie monete di epoca romana oppure a non immedesimarti in una ballerina del primo Moulin Rouge con addosso una collana di vecchio pizzo francese rubato ad una sottana anni ’50? Oppure ancora a non vederti a palazzo dell’imperatore cinese della Dinastia Chin se puoi possedere un bracciale con antiche giade istoriate? Mi piace sentirmi una donna diversa ogni mattina, certe volte – scherzando con le amiche – mi cambio di nome e di ruolo e riesco ad effettuare perfettamente la trasposizione proprio grazie ai miei gioielli. Questa è la mia idea di donna dinamico-vintage: una che non ama ripetersi, che non vuole essere sempre la stessa e che, soprattutto, odia ogni forma di omologazione e che fa della diversità il proprio baluardo di pensiero.

E.Z.: Immaginazione ed immagine: con quale immagine racconteresti Sentieri Preziosi?

Foto delle collezioni di Sentieri Preziosi a cura di Marco D’Antonio

S.G.: L’immagine che meglio descrive la mia Linea, pensandoci di getto, è la parure collana-orecchini in pizzo con micro-applicazioni-scultura realizzate in oro e pietre preziose: sensuale, romantica, perfettamente retrò, impreziosisce anche il più classico dei tubini. Ed è questa la chiave di volta della mia idea di vintage: un unico oggetto retrò, antico – etnico oppure di gusto occidentale non fa differenza – che, montato ad arte, renda unica la mise della donna che lo indossa e che sia riconoscibile, anche senza logo, come una creazione Sentieri Preziosi.

Foto delle collezioni di Sentieri Preziosi a cura di Marco D’Antonio

E.Z.: I gioielli spesso sono un oggetto che ci ricollega ad incontri, pensieri, ricordi ed emozioni. Qual è il tuo punto di vista rispetto a questo lato più emozionale e personale del gioiello?

S.G.: Mi piace studiare la storia dei materiali che adopero nei miei gioielli, gustarne l’utilizzo nelle epoche passate, sapere quali dive o personaggi ne facevano uso. Amo la competenza che non è improvvisazione e che pretende un rispetto quasi sacrale per l’ornamento che si va a creare e che sarà indossato da una donna amante del bello e del ricercato. Per questo, cerco di mettermi in gioco in ogni collezione, temendo sempre un po’ il giudizio del pubblico che rappresenta il giudice più attendibile e solo il sorriso accondiscendente dei miei fantastici nonni, dopo un’attenta  e critica valutazione di ogni pezzo, mi fa capire che “sto facendo bene”. In fondo l’attitudine alla concezione antica e retrò del gioiello la devo tutta a loro. Mi accompagna sempre il monito di mia nonna: “chi mette un po’ di storia e un po’ di antico nelle propri creazioni non risulterà mai banale”.

Per contattare Serena e Sentieri Preziosi potete visitare il sito Internet www.sentieripreziosi.it

Visitate la pagina facebook della maison per restare aggiornati costantemente su tutti gli eventi e per ammirare le interpretazioni delle varie collezioni a tema, nelle fotografie realizzate dal Fotografo ufficiale della Maison: Marco D’Antonio che è anche l’autore delle fotografie utilizzate nell’intervista.

 

A cura di Erika Zacchello

 

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Segnalazione d’Onore al Premio Firenze 2011 per il libro “Il bijou nel sogno americano”

il bijou nel sogno americano

 

 

 

 

 

 

 

Il libro il “Bijou nel sogno americano – cultura del gioiello non prezioso” edito da Albatros Il Filo ha ricevuto la segnalazione d’onore in occasione della XXIX Edizione del premio Firenze Europa del 2011, nella sezione Saggistica, con la seguente motivazione della giuria:

“La giovane autrice esamina in modo esauriente ed articolato un fenomeno di costume, non solo americano, che ha messo alla portata di tutte le donne il gioiello, pur se non prezioso.
Un fenomeno da vedersi nella prospettiva della “democratizzazione della moda”, che ha riguardato i cosmetici, l’abbigliamento e appunto i gioielli, complementi essenziali della bellezza femminile di ogni eta.
La Giuria del Premio Firenze”

E’ un piacere condicidere con voi questo traguardo.

 

Erika Zacchello

Per info: http://www.centrofirenzeuropa.it

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