Optical e femminilità per la nuova collezione Moliabal Milano

Ricordate Moliabal? Vi avevo parlato di questo brand in un precedente post (se ve lo siete perso potete trovarlo qui ).

Per chi non lo conoscesse ancora Moliabal Milano è un brand di accessori moda che realizza veri e propri gioielli per i capelli: pinze, mollette, elastici e i cerchietti.

Optical - fonte Elle

pinza optical a pois

La nuova collezione punta ancora sull’attualissimo optical, bianco e nero, proposto in forme e materiali differenti. I blocchi di colore si accostano ai pois bon-tone, riproducendo bottoni, fiori e soggetti animali stilizzati. Bellissimo il fermaglio gioiello in resina nera che ricorda un istrice con gli aculei sormontati da luminosissimi strass.

E per le più romantiche? Non possono mancare colori più naturali quali il rosa ed il rosso che, accompagnati alle piume, riproducono femminili fiori.

fermacapelli con rosa rossa in tessuto e piume

 

State per pronunciare il fatidico sì? Moliabal pensa anche a voi con la nuova Collezione Sposa, composta da accessori arricchiti da perle di fiume, perle coltivate, pietre dure, quarzi, pizzi, sete ed organze. Se siete curiose tenete d’occhio il blog e la pagina facebook del blog, presto on line le foto della nuova collezione per il grande giorno.

Ditemi cosa ne pensate, io li adoro… si cammina naturalmente a testa alta con indosso un cerchietto!

E.Z.

 

cerchietto con piume

pinza nera con foglie trasparenti

 

forcina con fiore in resina rosa

 

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Sesèm c’est moi! La pelle si veste di luce e diventa un gioiello

I materiali che si uniscono, giocano assieme e si fondono in un abbraccio.

Questa è la prima immagine che mi evocano i gioielli del brand vicentino Sesèm.

Bracciali, orecchini e pendenti realizzati in pelle, forgiati da maestri artigiani italiani in grado di lavorare il materiale in modo tale da fare emergere il colore del metallo – che si fonde alla pelle – in tutte le tonalità dell’oro: bianco, giallo e rosa.

Sesèm é la storia del gusto di tre amiche e del loro sogno di trasformare la propria passione per la moda in una linea di gioielli.

Collezione Amelie

Collezione Audrey

Collezione Grace

“La poesia, una nota parigina per un dolce sognare e il desiderio di distinzione, si mescolano con un’eleganza informale. Un Sesèm é come un profumo, muta a contatto di chi lo indossa, descrivendo cosi infiniti universi di milioni d donne autentiche che tutti i giorni affrontano il mondo e, come quelle tre amiche, firmano la loro storia.”

E’  così che il brand racconta se stesso e ci propone sette collezioni che portano altrettanti nomi ed immaginari di donna: dalla charmante Grace (sì, ovviamente la Grace di cui si parla è proprio lei!) alla sensuale Brigitte, dalla sognatrice Amelie alla sicurissima Bond Girl.

Collezione Avrile

Collezione Bond Girl

Collezione Brigitte

Ad ogni donna il suo gioiello Sesèm. Un gioco di abbinamenti tra colori, texture e finiture che esprime un differente modo di essere oggi oppure sempre!

E voi, di che Sesèm siete? Raccontatemelo qui sotto!

Collezione Laetitia

 

 

Erika Zacchello

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I gioielli di Bibi Gramaglia arrivano nel cuore di Torino

Tra le vie del centro di Torino trova oggi casa un’interessante realtà del mondo del gioiello di design, l’atelier di Bibi Gramaglia, “BIBI GRAMAGLIA selezione”, che ha aperto da pochi giorni le sue porte in Via Carlo Alberto 42/A.

Se vi trovate a fare una passeggiata tra le vie della mia amata città, potete visitare uno spazio delizioso popolato da oggetti selezionati dal gusto di Bibi e gioielli dai tratti puliti ed essenziali da lei creati.

Siete curiosi? Lo ero anche io, così ho pensato di farle un’intervista che condivido con voi.

E.Z. Gioiello e design, un rapporto molto stretto e allo stesso tempo delicato che porta, a volte, a concepire i gioielli come una scultura rendendoli di difficile indosso. Nelle tue collezioni il design sembra invece venire incontro alla mettibilità del gioiello. Qual è per te il rapporto tra gioiello e design?

B.G: Ogni gioiello richiede un progetto, non punto alla produzione industriale, il processo creativo è più artigianale. Necessità interne da risolvere a volte suggeriscono come disegnare un nuovo modello e la cura dei dettagli nella fase creativa è necessaria anche nella fase produttiva, questo contraddistingue l’oggetto finale.
E.Z. Il gioiello è cultura e sono convinta che risenta molto della formazione e del contesto nel quale il designer si forma. Quanto ha influito Torino nella tua creatività? Quali sono le influenze che ispirano maggiormente le tue collezioni?
B.G. Probabilmente il gusto torinese, che tende a non ostentare, può avermi influenzata. I gioielli che creo sono apprezzati da donne di età molto differenti e questo può essere dovuto alla sobrietà, all’assenza di decoro posticcio. I miei gioielli sono comodi da indossare e fatti per durare, completano ma non sono invadenti.
E.Z. Nei tuoi gioielli si nota una sperimentazione molto eterogenea per quanto riguarda forme, colori e materiali. Come scegli queste caratteristiche e come avviene il processo creativo di un gioiello?
B.G. Quando scelgo i materiali non so quasi mai come li userò, la mia ricerca è costante e nelle mie collezioni ho usato cotone, lana naturale, passamanerie, cuoio, metallo, pietre dure, vetro, corallo. Mi piacciono le cose di qualità e nell’accostarle seguo un mio gusto che mi impedirebbe di metterne insieme alcune. Un elemento o materiale può rimanere a lungo in una scatola finché si rivela e prende forma nel disegno di un nuovo modello. Nel gioiello cerco di raggiungere un’armonia tra i vari elementi che ottengo spesso sottraendo piuttosto che aggiungendo.
Per maggiori informazioni potete visitare la sua pagina Facebook.
E.Z.

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La Via delle Perle. Al via la mostra al Museo del Bijou di Casalmaggiore.

Per tutti gli appassionati delle coloratissime perle di vetro segnalo la mostra “La Via delle Perle –Sulle Rotte dei Velieri da Venezia al Mondo” che si svolgerà presso le sale del Museo del Bijou di Casalmaggiore dal 24 marzo al 12 maggio 2013.

In mostra migliaia di coloratissime perle di vetro che raccontano la loro secolare storia attraverso gioielli, idoli tribali, suggestivi costumi, accessori e fotografie.

Protagonista è il vetro veneziano, da secoli sapientemente trasformato in splendide perle che, attraverso avventurose spedizioni di coraggiosi esploratori e commercianti, guidano gli spettatori della mostra dalle calli dell’isola di Murano fino alle tribù e ai paesaggi esotici d’Africa e America. Un viaggio sulle rotte di antichi velieri che prendevano il largo verso territori lontani dove il mercato globale era basato sul baratto: spezie, oro, schiavi in cambio di manufatti europei. E, tra questi, le le perle di Venezia seguirono Cristoforo Colombo alla scoperta dell’America, Henry Morton Stanley verso il cuore dell’Africa più ignota sulle tracce del Dr.Livingston e non mancarono mai nei porti dove i mercanti europei arrivavano dopo viaggi fortunosi alla ricerca delle materie tanto ricercate in patria.

In questi continenti, trasfigurate in simboli ed in potenti talismani, le perle di vetro vengono montate in maestosi gioielli confezionati per adornare e proteggere non solo le persone ma anche oggetti sacri e feticci animisti.

Anche se oggi da Venezia non partono più ogni anno migliaia di tonnellate di perle di vetro come nei tempi d’oro, sopravvive un artigianato di alta qualità che continua a produrre piccoli capolavori sulla scia di una lunga tradizione.

La mostra è stata curata da Bianca Cappello, Giorgio Teruzzi Augusto Panini, con la partecipazione del Comune di Casalmaggiore, gli Amici Museo del Bijou, il Rotary Club Casalmaggiore Viadana – Sabbioneta e con la collaborazione del Museo di Storia Naturale di Milano, della Compagnia delle Perle – Centro Studi di Archeologia Africana.

La mostra è patrocinata dalla Provincia di Parma e dalla Provincia di Cremona.

Info&Contatti:

Museo del Bijou di Casalmaggiore – via Azzo Porzio 9 – Casalmaggiore (CR)

24 marzo – 12 maggio 2013

Inaugurazione 23 marzo ore 16.30

Aperta dal lunedì al sabato: 10-12 e 15-18; domenica e festivi 15-19

www.museodelbijou.it

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Speciale Tarì bijoux. Ecco le 4 tendenze del gioiello fashion in anteprima.

Curiosi di scoprire le tentenze del bijou per il 2014? Allora non potete mancare alla seconda edizione di Tarì Bijoux, che che si svolgerà oggi 17 e domani 18 Marzo, presso lo spazio espositivo del Tarì.

E’ all’interno di questo evento che Il Tarì  Design Lab presenterà i 4 MacroTrends del gioiello per il 2014. Eccole qui in anteprima per voi:

  1. Bijoux dal gusto retrò. I bijoux del 2014 compiono un salto nel passato, sfogliando le pagine della storia,  carpendo e rivisitando forme ed ideologie classiche. Gioielli sigillo, segno distintivo dell’appartenenza ad un gruppo; cammei che coniugano la classicità della materia all’innovazione delle forme e dei colori; merletti romantici  impreziositi da pietre. Bijoux dedicati ad una Donna sofisticata, amante del  sapere, affascinata dal misticismo e sensibile ai temi della Fede, della Storia e del Classicismo.
  2. Il Bijou capolavoro. Attraverso materiali, forme e colori, questo è il Trend che permette  alla Donna di indossare i gioielli da Sogno, con budget contenuti. Minuziosità,  artigianalità e cura dei dettagli rendono questi Bijoux dei veri  capolavori.
  3. Colore senza limiti. E’ questo il trend più audace. Il bijou fashion che punta ai “perfetti contrasti” attraverso l’esaltazione delle gamme cromatiche e il  mixaggio di materiali innovativi. Progettato per chi non ha timore di stupire.
  4. Bijoux  eco-sostenibili. Bijoux ecofriendly, realizzati con materiali naturali, ispirati al mondo della Natura  nelle sue molteplici forme e colori. Dedicato alla donna sognatrice, romantica,  intimista. Impegnata nel sociale, la Donna che ama questo trend è fedele  alle tradizioni ma attenta alle forme dell’estetica contemporanea. Ama il  classico ma solo ed esclusivamente nella sua visione  contemporanea.

Qui vi propongo una mia selezione dei brand che potrete trovare oggi e domani al Tarì Bijoux.

Lebole_kimono
Collezione Kimono di Lebole Gioielli

Se amate i gioielli originali, i pezzi unici con un fascino esotico, allora vi propongo la collezione Kimono di Lebole Gioielli, ciondoli ed orecchini realizzati con parti di tessuto dei kimono di seta giapponesi, arricchiti da pietre di colore in nuance con i motivi dominanti del gioiello.

collana cuore
Collana a Cuore di Paviè Bijoux

Come me adorate le resine e le plastiche colorate? Siete attratte dal simbolo più romantico di sempre: il Cuore? I gioielli della nuova collezione di Paviè Bijoux sono il mio consiglio per rendere più femminile il vostro outfit. Questa Collana a Cuore, realizzata con un grande ciondolo rosso in resina intagliata, è particolare anche nella catena galvanizzata in oro… si vedete bene, le maglie della catena sono in realtà dei piccoli cuori!

925byAucella
Bracciali 925byAucella

Vi intriga invece il gusto retrò di incisioni e cammei? Allora anche voi rimarrete affascinati dalla collezione Paint Your Life di 925byAucella, marchio di Torre del Greco che dal 1930 realizza gioielli con cammei e coralli. In questa nuova proposta rivisita il classico, montando il cammeo (anch’esso reinterpretato nei soggetti) su strutture in argento 925 e su coloratissimi bracciali bangle in pelle colorata. Se amate questo stile non potrete non rimanerne catturati.

E ora ditemi, quale tra questi è il vostro trend preferito?

 

E.Z.

 

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Approfondimento: le origini di Madre Natura

Dopo il post su Madre Natura di alcuni giorni fa, ho ricevuto via mail diversi commenti positivi e richieste di approfondimento (ebbene sì, alcuni lettori di questo blog sono un po’ timidi ma molto interessati e attivi! 🙂 ).

Per questo motivo ho chiesto a Daniele Fantin, colui che ha realizzato il sogno di rendere eterni i fiori, di raccontarci con tutta la passione che lo contraddistingue, come è nato il suo progetto.

Ecco la sua storia.

Buona lettura!

“Era una fresca e serena mattina d’estate, l’erba sotto i miei piedi ancora bagnata di rugiada mi faceva correre più piano del solito, le montagne davanti a me risaltavano in tutta la loro bellezza mentre il sole già riusciva con il suo calore a far risplendere in uno straordinario spettacolo di colori una quantità infinita di fiori.

Di fronte a una situazione così gradevole, la domanda che mi ponevo era sempre la stessa: riuscire a cristallizzare per sempre in un modo oggettivo quell’immagine, avendo la consapevolezza di poter ingannare il tempo.

In fondo l’uomo può vivere il tempo in tridimensione avendo una coscienza che è fatta di presente , di aspettative e di ricordi, a differenza del tempo che è solo presente in grado ad esempio di trasformare un pezzo di legno in polvere e mai il contrario.

Noi  possiamo vivere lungo un asse immaginario che va dal passato al futuro, dunque sarebbe meglio vivere il proprio tempo come un’opportunità e non come una rincorsa.

Ecco perché la volontà di trasformare la materia organica di un fiore in un cristallo di metallo prezioso che possa così ingannare l’orologio e regalare, mi auguro, del tempo per ammirare, ricordare e sperare.

Viviamo dunque la vita con un ritmo scandito dal cuore e non dal tempo.

Dal 1985 ho iniziato i miei esperimenti utilizzando la tecnica della cera persa (dove la cera era rappresentata dal fiore). All’ inizio ho avuto tanti insuccessi, ma con il passare del tempo ho perfezionato il metodo di lavoro ottenendo così il risultato voluto. In particolare mi ricordo che nel 1988 ho provato a esasperare le capacità di una nuova macchina da fusione (centrifuga sottovuoto) provando  a fondere direttamente un fiore molto grosso appena raccolto utilizzando come canale di colata semplicemente lo stelo del fiore stesso. Il risultato è stato straordinario e un ingegnere della ditta produttrice dell’ apparecchio, visto ciò che avevo realizzato, lo volle in cambio di un assegno senza importo.

Da quel giorno capii che avevo suscitato stupore, come nei bambini, generando così gioia e desiderio. Gli esperimenti si susseguirono negli anni e gli oggetti che creavo e regalavo mi dimostravano ogni volta che suscitavano nelle persone particolari emozioni.”

 

 

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Madre Natura: quando l’alchimia trasforma un fiore in un gioiello.

Plasmare ciò che la natura ha creato, trasformando la materia comune in un metallo prezioso: un sogno inseguito dall’uomo da centinaia di anni.

Madre Natura trasforma questo sogno in realtà creando gioielli che sembrano quasi frutto di un processo alchemico. La materia organica viene cristalizzata nell’argento attraverso un processo innovativo, vanto del nostro made in Italy, renderno eterno quanto di più caduco esista in natura: i fiori.

Candide margherite, eterei non ti scordar di me, aggraziati narcisi, unici così come la natura li ha creati, vengono “imprigionati” nel metallo prezioso – argento 925 bagnato nell’oro e nel rodio – e rimangono così, intatti per sempre. I topazi colorati di alta qualità – Madre Natura ha deciso di utilizzare esclusivamente i passion topaz tagliati da Swarovski Gems – illuminano questi fiori che si trasformano in gioielli, rendendo il pezzo unico per sua natura in qualcosa di ancora più esclusivo.

Ma chi è Madre Natura? Una realtà torinese, nata dall’intuizione di Daniele Fantin, esperto conoscitore dei metalli nobili, e dall’estro creativo di Anna Arnaldi, designer delle collezioni del brand, laureata presso Accademia Albertina delle belle arti di Torino.

Volete saperne di più? Visitando il sito di Madre Natura troverete la collezione completa che potrete acquistare direttamente on line.

Ditemi, cosa ne pensate di queste creazioni alle quali dei fiori manca solamente il profumo?

di Erika Zacchello

 

 

 

 

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Visto al Macef. I gioielli-scultura di Anna Maria Cardillo

Oggi voglio farvi conoscere un’altra designer scoperta al Macef, Anna Maria Cardillo: architetto e designer pugliese, realizza gioielli con un forte carattere mediante l’utilizzo di forme e linee molto semplici – il cerchio è centrale nell’ultima collezione – che abbinate tra loro creano risultati sorprendenti. Le sue creazioni sono il risultato di un’attenta ricerca e si presentano a chi li osserva come delle vere e proprie sculture con un equilibro perfetto tra colore, forma e dimensione.

In questa intervista Anna Maria Cardillo ci introduce nel suo mondo e nel suo modo di intendere il gioiello, presentandoci la collezione MA_SAI.

EZ: Anna Maria, i tuoi gioielli sono molto d’impatto, oserei definirli gioielli-scultura. Quanto influisce la tua formazione nel processo creativo? Qual è la tua visione del rapporto tra colore, volumi e forme?

AMC: La mia formazione di architetto influisce molto sul mio quotidiano; la capacità e l’avida curiosità mi portano poi spesso a voler modificare quasi ogni cosa, per cui la mia mente spazia dagli oggetti di uso comune a quelli più specificatamente legati alla decorazione personale. Il mio rapporto con il gioiello è inteso in una visione più ampia, per me il gioiello è un oggetto intimo con il quale ci si deve relazionare in maniera attiva e consapevole, è un oggetto che può far cambiare l’idea stessa della nostra persona, è un oggetto con il quale si interagisce modificandolo e grazie al quale anche il significato di come mostrare il nostro corpo può cambiare. La combinazione tra i volumi e le forme è fondamentale in questo tipo di processo creativo. Il rapporto con il colore invece è puro istinto, gli abbinamenti che vedete nei miei gioielli, se non sono dettati dal colore insito del materiale che utilizzo, sono decisi in maniera del tutto istintuale.

EZ: Mi interessa capire come nasce un tuo gioiello; solitamente la scintilla creativa come arriva? Prendi spunto dai materiali, parti da un concept astratto che sviluppi oppure quale strada segui?

AMC: Per me, come per tanti designer, non c’è una regola, ma l’esperienza mi ha portato ad aver acquisito un metodo, quindi parto dal concept, che spesso è il frutto di “immagini visionarie” che con il tempo vengono metabolizzate per poi passare alla realizzazione del prototipo, soprattutto se sono creazioni importanti, nella forma e dimensione, per cui studio l’indossabilità, l’ergonomicità, la leggerezza, e altri requisiti che possano caratterizzare nella forma e nell’uso l’oggetto. Lo studio dei materiali e su come questi possano delineare l’assetto cromatico e materico del gioiello è importante per la realizzazione stessa del pezzo.

EZ: Da dove hai tratto l’ispirazione per la nuova collezione MA_SAI? Nome e stile hanno un sapore molto etnico e sicuramente non è un caso.

AMC: Le donne Masai mi hanno sempre incuriosita, per la loro naturale e straordinaria capacità di adornarsi con estrema eleganza ed è molto affascinante la capacità di queste donne, se vogliamo “primitive”, di avere una forte e più che mai attuale connotazione semiotica. Il fascino dei colori e delle forme dei collari delle donne Masai ha ispirato questa collezione con una reinterpretazione personale, esasperandone il minimalismo nel concept cromatico e formale. Il nome “MA_SAI” (scritto con il trattino basso a separare la congiunzione dal verbo) è un tentativo per allontanare il gioiello da un significato specificatamente etnico…spero solo di esserci riuscita!

EZ: Potresti tracciare il ritratto della donna-tipo indosso alla quale immagini i tuoi gioielli?

AMC: Una donna coraggiosa, libera e auto ironica, leggera ma non fragile, sempre attenta al presente e alle novità ma senza dimenticare le tradizioni.

 

Per maggiori informazioni su Anna Maria Cardillo:

website  www.amcardillo.com

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Erika Zacchello

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Visto al Macef. I gioielli Fiber Art di Silvia Beccaria.

Fiber Art. Una produzione artistica caratterizzata dall’impiego delle fibre naturali o artificiali rivisitate e  reinterpretate  in chiave personale e contemporanea.

Ed è questa l’arte della designer torinese Silvia Beccaria che, da quasi vent’anni, ricerca e crea estendendo il concetto di “fibra” a materiali inusuali – e non solamente a quelli tessili – quali ad esempio pvc, gomma, plastica, lattice e poliuretano.
Le reinterpretazione di materie prime industriali anonime, e non riciclate, ci regala oggetti scenici e d’impatto, proprio come i bijoux presentati da Silvia durante l’ultima edizione del Macef conclusasi domenica 27 gennaio.

I gioielli proposti sono fondamentalmente gorgiere che celebrano gli sfarzi cinquecenteschi del Rinascimento.

Il lavoro artigianale che ne è alla base consiste nella rivisitazione dell’intreccio manuale, filo dopo filo, di materiali che possono essere accomunati tra loro solamente per la loro “tessibilità”.

L’originalità sta, a mio giudizio, nell’utilizzo di materie flessibili e di colorazioni insolite, dove le trasparenze e il fluo si fondono, per creare degli oggetti prodotti mediante una tecnica antica, quella della tessitura manuale.


Ed è grazie alla contaminazione di passato e futuro che questi gioielli ci fanno assaporare un gusto tanto retrò quanto contemporaneo ed hi-tech.
I gioielli dello Studio Filarte di Silvia non sono solo gioielli. Sono sculture tanto leggere dal punto di vista materico quanto importanti nel loro carattere.
Sono oggetti che parlano di loro stessi senza bisogno che qualcun altro ne parli, obbiettivo non facile da raggiungere, a meno che non si sia così: evocativi, iconici e senza tempo.

Per contattare Silvia Beccaria potete visitare il sito www.studio-filarte.it

Tutte le foto sono di Mariano Dallago.

 

Erika Zacchello

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Speciale Macef 2013 – I gioielli di Chiara de Filippis: quando il metallo diventa metafisica

Giovedì 24 Gennaio, primo giorno della 94° edizione del Macef, e tantissime realtà interessanti da scoprire.

Oggi voglio parlarvi della designer e creatrice di gioielli Chiara de Filippis (al Macef espone allo stand 1 M20-E), romana di origini e fiorentina di adozione. La sua formazione di bottega la lega ad una forte passione per i metalli che ama plasmare e forgiare, creando forme sinuose e giochi di colore giustapposti che vanno a creare gioielli artigianali realizzati in tiratura limitata.

Ho chiesto a Chiara di raccontarci, in una breve intervista, quello che è il suo mondo creativo.

collezione White. Orecchini circle

Orecchini circle della collezione White

EZ: Chiara, i tuoi gioielli sorprendono per l’espressività che comunicano: le linee semplici disegnano percorsi che sorprendono per la loro armonia. Qual è la filosofia che sta dietro a dei gioielli quasi metafisici come i tuoi?

CdF: II miei gioielli sono l’espressione di una filosofia che fa parte del mio quotidiano: ricerca di chiarezza e semplicità nelle azioni, nelle relazioni interpersonali, nel lavoro che cerco di far sempre essere in armonia con l’ambiente che mi circonda – naturalistico e urbano -, lasciando che gli eventi scorrano secondo uno sviluppo naturale. Il mio approccio al metallo, riflettendo questo pensiero, è infatti istintivo, accade così che molto spesso un oggetto nasca senza alcuna progettualità definita.

Anello Mobius in argento 925

Anello Mobius in argento 925

EZ: Ogni gioiello mi comunica una naturale ricerca dell’essenzialità. Quali sono le tecniche che utilizzi nella lavorazione del metallo e quali leghe prediligi per le tue creazioni?

CdF: Le tecniche che uso sono tecniche classiche. Tra queste, la forgiatura a martello è tra quelle che prediligo, perchè consente di creare volumi e curve interessanti con pochi ed essenziali colpi. In quanto alle leghe, sono una purista, argento e oro. L’argento è chiaramente 925, l’oro invece, applicato come rifinitura, vine utilizzato in sottili lamine a 24K, mediante una tecnica koreana molto antica – il Keum-Boo – che consente di legare i due metalli senza uso di saldatura. Gli effetti che si possono ottenere con il Keum-Boo sono davvero interessanti ed imprevedibili: capita che un bracciale o un anello evochino un quadro astratto oppure un paesaggio.

Bracciale e anello White in argento 925 e oro 24 kt

Bracciale e anello White in argento 925 e oro 24 kt realizzati con la tecnica del Keum-Boo

EZ: Della tua formazione orafa, cosa conservi e cosa no?

CdF: Ho avuto una formazione “di bottega“, tipica per una città come Firenze – benchè sia difficile da trovare oggi – che mi ha dato l’opportunità di seguire gli impulsi creativi in modo molto naturale. Fin dall’inizio ho subito il fascino della sperimentazione, che consente di uscire in un certo senso dai binari di alcuni vincoli stilistici dettati dalla moda o da una corrente di pensiero ben definiti. Posso dire quindi di conservare tutto di quello che mi è stato insegnato con passione.

Ecco come nasce un anello White con la tecnica del Keum-Boo

Per maggiori informazioni su Chiara de Filippis:

http://chiaradefilippis.blogspot.it/

Erika Zacchello

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